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Biblioteca Classense di Ravenna. Uno studio affronta il degrado del materiale cartaceo

Biblioteca Classense di Ravenna. Uno studio affronta il degrado del materiale cartaceo

I dati sul deterioramento di molte collezioni librarie e cartacee sono preoccupanti. In particolare si stima che una grande percentuale (70-85%) di materiali, prodotti tra il 1850 e il 1950, sia soggetta a un rapido degrado tanto da far ritenere improbabile che rimanga accessibile ai lettori nel XXI secolo.

Il degrado è sicuramente una funzione delle proprietà della carta, dell'instabilità delle materie prime utilizzate per la sua fabbricazione nonché delle condizioni di conservazione e di utilizzo. Per poter pianificare adeguati programmi di conservazione è quindi fondamentale valutare attraverso indagini l'entità del deterioramento delle collezioni.

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Il Salvator Mundi è davvero di Leonardo?

Il Salvator Mundi è davvero di Leonardo?

Pubblicati dopo un decennio i dettagli delle analisi condotte durante il restauro sul dipinto per chiarire materiali e tecniche pittoriche ma la controversia sull'attribuzione e i tanti misteri intorno all'opera continuano.

Per molti studiosi il Salvator Mundi, un dipinto a olio su tavola di noce, formato 66 x 46 cm, riportato a splendore dalla restauratrice Dianne Dwyer Modestini  tra il 2007 e il 2011, è certamente un capolavoro di Leonardo da Vinci. Uno dei venti dipinti di Leonardo sopravvissuti ai secoli e pervenuto sino a noi. La datazione proposta lo colloca tra il 1490 e il 1519, anno della morte di Leonardo. Un dipinto cui ricondurrebbe un'incisione senza titolo, dove si legge: 'Leonardus da Vinci pinxit', riferita a un secondo stato di Wenceslaus Hollar e datata 1650.
La raffigurazione di Gesù Cristo in abiti rinascimentali, è quella di "Gesù salvatore del mondo e signore del cosmo". Raffigurato frontalmente, a mezza figura, mentre leva la mano destra per benedire. Quel che è sicuro è che dal dipinto si emana una sensazione, questa sì definibile leonardesca, che insieme rimanda al mistero, all'enigma, alla bellezza, a un Dio che si propone all'uomo pur nella potenza con mitezza. Secondo Maurizio Bernardelli Curuz “ non è un re, che tiene in pugno il Creato e l'umanità, ma un padre e un fratello generoso. Ha perso l'atteggiamento maestoso e severo; non ha trono”.
Per molti altri invece le cose non starebbero proprio così, nel contesto di una riuscita e sofisticata operazione di marketing artistico si tratterebbe piuttosto di una copia o di un dipinto di altro autore, al limite un'opera che può essere stata concepita da Leonardo ma eseguita in bottega da suoi allievi.

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Nuove scoperte dalla Tomba del Tuffatore di Paestum

Nuove scoperte dalla Tomba del Tuffatore di Paestum

L’area archeologica di Paestum è tutt’oggi oggetto di progetti d’applicazione delle tecnologie archeometriche per lo studio e la conservazione dei beni culturali. Tra le ultime analisi vi sono quelle effettuate sulla Tomba del Tuffatore, che hanno rivelato nuove informazioni sulla produzione artistica dei suoi affreschi. La Tomba del Tuffatore, nota sin dal 1968, venne scoperta in una piccola necropoli a circa 1.5 km a sud della antica città di Paestum. Datata tra il 500 e il 470 a.C., è una tomba a cassa riccamente decorata: sulle pareti vennero dipinte delle scene di simposio, mentre sulla lastra di copertura era raffigurato un giovane tuffatore, da cui la tomba prende il nome. Queste pitture, realizzate con la tecnica dell’affresco, sono state oggetto di numerose ricerche, in particolare al fine di determinarne l’origine: mentre alcuni studiosi le hanno attribuite all’opera di pittori greci, altri hanno sottolineato la presenza di confronti e paralleli con l’arte etrusca o italica. Successive scoperte di altre tombe con pitture simili hanno rivelato anche una relazione con le tradizioni sepolcrali lucane.

Cooperazione Internazionale in Archeologia e patrimonio culturale storico dell'Iran

Cooperazione Internazionale in Archeologia e patrimonio culturale storico dell'Iran

Nell'ambito della collaborazione congiunta internazionale «Iran-Italia» per il rafforzamento e lo sviluppo sostenibile della conservazione del patrimonio culturale, storico e artistico e del turismo dell'Iran, la Società Turistica «FOTROS» sta provvedendo alla programmazione per l'invio delle delegazioni archeologiche nelle zone e nei siti archeologici e storici dell'Iran per una analisi preliminare delle strutture che necessitano di un intervento di restauro e/o recupero.

Coronavirus: linee guida per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale

Coronavirus: linee guida per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale

L’Istituto Centrale per il Restauro ha recentemente aggiornato e reso disponibili sul sito di riferimento le linee guida per la prevenzione e il controllo del Covid-19 messe a punto dagli esperti della Fondazione in Salute e Confcultura. Queste ultime sono rivolte sia al personale addetto all’erogazione di servizi al pubblico, sia a visitatori e fruitori del servizio stesso.

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