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Open Source a confronto per l’elaborazione fotogrammetrica delle immagini digitali in archeologia

Attualmente tutte le fasi di elaborazione fotogrammetrica delle immagini digitali possono essere eseguite interamente in ambiente open source con tutti i vantaggi che questo comporta. Su Archeomatica 1 2019 viene presentato un contributo che vuole fornire un’alternativa all’utilizzo dei più blasonati software fotogrammetrici commerciali, prendendo in esame e mettendo a confronto le differenti modalità di elaborazione fotogrammetrica disponibili a livello open source per ottenere il dato finale, cercando di capire se e come è possibile integrarne le informazioni e quali sono le condizioni ottimali per ottenere il risultato migliore. I software analizzati sono MicMac, OpenMVG, CloudCompare, MeshLab, Qgis2.8 e GrassGIS7.

Nuovo LiBackPack DG50, con doppio sensore LIDAR

Il 6 Maggio a Genova abbiamo presentato ufficialmente LIDAR Italia, nata dalla partnership tra Gter, JP Droni e GreenValleyInternational (GVI), in cui Gter stesso ricopre il ruolo di rivenditore unico per l'Italia degli strumenti SW. E' stata l'occasione importante per vedere all'opera il nuovo LiBackPack DG50, con doppio sensore LIDAR, nelle vie del centro di Genova.

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Il Comitato Internazionale di Fotogrammetria Architettonica rimborsa 8 viaggi a studenti per partecipare al Simposio Internazionale in Spagna

Il CIPA, International Committee of Architectural Photogrammetry, è una organizzazione internazionale non-profit che applica tecnologie per la documentazione e la analisi finalizzata alla conservazione del patrimonio culturale. Il CIPA, co-fondato da ISPRS  e ICOMOS nel 1968, organizza ogni anno dispari un simposio internazionale.

Archeomatica 4-2018: valorizzazione e fruizione digitale del patrimonio culturale

Questo numero di Archeomatica di quest’anno è stato dedicato alla evoluzione di una visione del monitoraggio del patrimonio nata alla fine degli anni ’90 con l’istituzione di un sistema informativo nazionale sullo stato di conservazione del patrimonio. Questo sistema è stato ripreso più volte negli anni per poi essere messo a regime alla fine per uno scopo che probabilmente era l’ultimo a cui si era pensato nel momento della sua formulazione teorica. E' stato infatti reso disponibile per la sua capacità di mettere a disposizione dei notai tutti i vincoli sul patrimonio emessi fino al 2004, e proprio per questo si chiama ancora oggi Vincoli in Rete (vincoliinrete.beniculturali.it) ed è gestito dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MIBAC.

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