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Giovedì, 22 Dicembre 2016 10:34

IMPAcT: un database per i testi arabi, persiani e turchi dal XIII al XVI secolo

Redazione Archeomatica

Ricercatori finanziati dall’UE hanno creato un database di testi arabi, persiani e turchi, precedentemente non disponibili, risalenti al periodo tra il 13° e il 16o secolo.

Secondo la maggior parte dei libri di storia, l’impero islamico finì ufficialmente con la conquista da parte dei Mongoli del Medio Oriente a metà del 13° secolo. Anche se in quel periodo l’impero aveva da tempo superato la sua età dell’oro ed era entrato in un generale stato di declino, questa conquista fu l’evento che ne segnò definitivamente la fine. Fine della storia. Ma è proprio così?

Secondo una ricerca condotta dal progetto IMPAcT, finanziato dall’UE, l’influenza del momento mongolo del Medio Oriente supera di molto la definizione dei libri di testo come di un evento che semplicemente segnò la fine del Califfato abbaside di Baghdad. Invece segna l’inizio di un’era prolungata di illuminismo durante la quale, di fronte a realtà socio-politiche in cambiamento, i filosofi musulmani si proposero di ridefinire la vera essenza dell’Islam.

Nonostante gli intensi cambiamenti che stavano avvenendo, il periodo tra la dissoluzione del Califfato abbaside e l’istituzione degli stati regionali moderni degli Ottomani, Safavidi e Moghul rimane uno dei periodi meno studiati della storia della regione tra il Nilo e l’Oxo. È questo periodo storico intermedio che ha costituito il centro di interesse del progetto IMPAcT.

Un impegno collaborativo

A causa dell’avvento del persiano e del turco come lingue letterarie, oltre all’arabo, è necessario avere ampie conoscenze linguistiche per poter esaminare i testi prodotti in questo periodo – il che rende difficoltoso studiare il periodo tra il 13° e il 16° secolo. “Di conseguenza, la maggior parte dei testi di questo periodo non sono stati pubblicati, erano proprio questi testi il principale centro di interesse della nostra ricerca,” dice la coordinatrice del progetto Judith Pfeiffer. “Il nostro obiettivo era superare l’attuale frammentazione delle competenze esistenti in Europa, nel Medio Oriente e nel Nord America.”

Per realizzare ciò, il progetto ha collaborato da vicino con altri progetti in corso in campi collegati, spesso facendo in modo che un ampio numero di esperti si riunisse in occasione di workshop e conferenze internazionali. Il progetto si è occupato anche di incoraggiare e coinvolgere giovani ricercatori assegnando borse di studio a studenti laureati e istituendo posti di ricerca post-dottorato. Il progetto è stato ulteriormente sostenuto dalla revisione e la traduzione di testi fondamentali e dalla pubblicazione di importanti monografie. “Grazie a questo impegno collaborativo, IMPACT ha permesso ai ricercatori associati di dedicarsi allo studio approfondito di un argomento specifico per un periodo prolungato di tempo senza le distrazioni dell’amministrazione accademica,” dice Pfeiffer.

Un database di informazioni

Il culmine di questa ampia ricerca è il lancio di un database open-source, open-access e completamente ricercabile. Qui, per la prima volta, i futuri ricercatori possono trovare moltissime opere arabe, persiane e turche, pubblicate e non pubblicate, sulle scienze razionali risalenti al periodo tra il 13° e il 16° secolo.

“Studiando questi testi, autori e reti intellettuali del periodo compreso tra il 13° e il 16° secolo della regione tra il Nilo e l’Oxo, abbiamo reso accessibile questa importantissima, ma molto trascurata, parte della storia,” dice Pfeiffer. “Siamo riusciti a colmare il divario tra i periodi classici e moderni molto più studiati della storia intellettuale islamica, permettendo così agli studiosi di approfondire la storia intellettuale e politica del periodo, in quanto tale e in modo olistico.”

(Fonte: Cordis Europa)

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