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Altinum. Scoperto il sistema portuale

Altinum. Scoperto il sistema portuale

Le ricerche condotte negli ultimi mesi tra terraferma e laguna dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con l’Università di Padova, hanno rivelato con chiarezza l’area portuale dell’antica Altino. Posta alla foce del fiume Sile, nella laguna veneta, Altinum, oggi Quarto d'Altino nella città metropolitana di Venezia, dopo essere stato insediamento paleoveneto fu, grazie alla sua favorevole posizione geografica, un florido municipio romano, con un agro centuriato. Sede vescovile nella tarda antichità, fu duramente saccheggiata da Attila nel 452. I cambiamenti climatici e ambientali, con l'innalzamento del livello del mare e l'abbandono del sistema di regolazione idraulica, determinarono nei secoli successivi lo spostamento del baricentro territoriale a Venezia e il ridursi dell’antico centro a piccolissimo borgo rurale in mezzo alle paludi.

Plutone carro di Pompei

Il carro di Pompei

Interpretazioni, più o meno recenti, delle fonti storiche sull’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. hanno reso l’idea che il fenomeno vulcanico avesse avuto una durata di almeno un mese dall’avvistamento per tre giorni della prima nube tossica alla fine di agosto - secondo quanto riportato da Plinio il Giovane in una lettera a Tacito (Epistulae, VI, 16, 20) sulle circostanze della morte di Plinio il Vecchio, avvenuta quando era comandante della flotta stanziata a Capo Miseno - alle deflagrazioni che travolsero del tutto le città di Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis. 

Archeomatica 3/4 2020 - Scansione Laser 3D, Restauro e Damage Assessment

Archeomatica 3/4 2020 - Scansione Laser 3D, Restauro e Damage Assessment

Anche questo numero di Archeomatica mantiene il sottotitolo di ‘Tecnologie per i beni culturali’ e pone l’accento, sotto il profilo dell’innovazione strumentale, alla ricerca svolta sulla cultura, sottolineando come la tecnologia, al pari del linguaggio, sia essa stessa un prodotto culturale e un bene, materiale o immateriale, fruibile e, in quanto deperibile, individualmente protetto, che, prima di essere parte del patrimonio dell’umanità, ne sia evento. Il bene culturale, anche se non diventasse cultura, è la flagranza della fruizione nella creatività e contiene nella sua accezione l’irrinunciabile diritto allo studio di ogni democrazia, che afferma l’inclusione, al di sopra della condivisione, e con uno sguardo rivolto alle generazioni presenti e future, ma alla velocità di cambiamento della comunicazione tanto ‘on line’ quanto ‘on site’: imparare a leggere la realtà attraverso le sue lenti, comprese quelle digitali, che ora sono sempre più una grammatica e una sintassi appropriata alle lingue nazionali.

4CH project: un centro di competenza per la conservazione digitale del patrimonio costruito

4CH project: un centro di competenza per la conservazione digitale del patrimonio costruito

La documentazione digitale del Patrimonio Culturale è un campo di applicazione interessato da diversi progetti e sperimentazioni proposte da istituzioni pubbliche ed enti privati. Per promuovere la conservazione e la valorizzazione degli aspetti tangibili e intangibili del patrimonio costruito, la Commissione Europea ha lanciato un Centro di Competenza. L’infrastruttura persegue l’obiettivo dell’organizzazione e della diffusione della conoscenza del patrimonio architettonico attraverso la collaborazione tra diversi settori disciplinari, dipartimenti e istituzioni.

Trovata a Timna la mitica porpora del Re David

Trovata a Timna la mitica porpora del Re David

La speciale porpora descritta nella Bibbia e indossata dai re dell'Antico Testamento come David e Salomone è stata recentemente identificata su frammenti di lana di 3000 anni fa circa, rinvenuti nel sito di Timna, nel deserto del Negev. Lo studio è stato condotto e pubblicato sulla rivista PLOS ONE dalla dottoressa Naama Sukenik, dell'Israel Antiquities Authority, e dal professor Erez Ben-Yosef, del Dipartimento di Archeologia e Culture Antiche del Vicino Oriente "Jacob M. Alkow" dell'Università di Tel Aviv, in collaborazione con il professor Zohar Amar, il dottor David Iluz e il dottor Alexander Varvak, dell'Università Bar-Ilan, e il dottor Orit Shamir, sempre dell'Israel Antiquities Authority. 

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