Martedì, 22 Novembre 2016 10:55

BIM e AR anche per indagare edifici storici

In figura un sistema sperimentale in cui l’utente indossa gli occhiali 3D ed è in grado di vedere tutte le informazioni correlate all’edificio storico attraverso gli occhiali e può interagire con l’applicazione utilizzando uno smartphone per cambiare le tipologie di dato da visualizzare. In figura un sistema sperimentale in cui l’utente indossa gli occhiali 3D ed è in grado di vedere tutte le informazioni correlate all’edificio storico attraverso gli occhiali e può interagire con l’applicazione utilizzando uno smartphone per cambiare le tipologie di dato da visualizzare.

Il Building Information Modeling e la Augmented Reality sono tecnologie che hanno da poco iniziato a superare i test posti dalla effettiva realtà in cui si devono calare, anche se permangono dubbi sulla loro effettiva sostenibilità. Le tecnologie BIM sono ormai inserite nel processo dei lavori pubblici infrastrutturali e le tecniche di Realtà Aumentata e Virtuale sono a un passo dal loro coinvolgimento generalizzato.

L’uso di queste tecnologie anche in edifici storici non sembra essere poi così utopistico e sono in corso molte sperimentazioni. Quella che presentiamo di seguito è stata indirizzata a recuperare e sviluppare informazioni BIM correlate all’edificio storico integrando dati da strumenti non invasivi; inoltre valutando l’AR come uno strumento di visualizzazione di dati BIM contestualizzati all’edificio che l’utente sta esaminando. I risultati sono stati testati sul caso di studio Monastero Fortezza di Santo Spirito collocato ad Ocre nella provincia di L’Aquila in Italia.

Nell’articolo di presentazione dei risultati gli autori riportano nell’introduzione:
“Attualmente la conservazione degli edifici storici richiede studi ingegneristici strutturali durante il processo di valutazione e preservazione. Inoltre, questo processo richiede una indagine preliminare dello stato strutturale, che coinvolge l’utilizzo di strumenti non invasivi e non distruttivi tra cui la termografia, la stratigrafia e la tomografia. Tipicamente, nella prima fase del processo di conservazione, conosciuto come fase della Conoscenza, un ingegnere strutturale acquisisce i dati sul sito e poi li analizza nel suo ufficio senza avere una vista contestualizzata dell’intero problema. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di nuove tecnologie, che consentono lo sviluppo di nuovi strumenti in grado di offrire un contributo alla semplificazione dell’accesso alle informazioni degli edifici storici. In particolare, la crescita di tecnologie per la modellazione delle informazioni di un edificio (Building Information Modeling, BIM) e per la Realtà Aumentata (AR) hanno aperto nuove prospettive per migliorare il tipico processo di indagine: BIM offre una rappresentazione digitale delle caratteristiche siche e funzionali di una infrastruttura, mentre AR offre strumenti per vedere un ambiente del mondo reale aumentato da informazioni generate tramite un computer. Nell’ambito di tale scenario, questa pubblicazione presenta un lavoro sperimentale, che descrive il processo di sviluppo di uno strumento che mira a migliorare l’indagine di edfici storici. Il lavoro include: 1. Informazioni BIM basate sul formato di le IFC (Industry Foundation Classes); 2. Visualizzazione in AR di informazioni BIM tramite l’utilizzo di tablet ed occhiali 3D, contestualizzate allo scenario che l’utente sta guardando.”

Chionna, F., Argese, F., Palmieri, V., Spada, I., & Colizzi, L. (2015). Integrating Building Information Modeling and Augmented Reality to Improve Investigation of Historical Buildings. Conservation Science in Cultural Heritage, 15(1), 133-163. doi:http://dx.doi.org/10.6092/issn.1973-9494/6174
(disponibile anche in Italiano)

(RC)

Ultima modifica il Lunedì, 19 Dicembre 2016 12:24

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