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Giovedì, 27 Ottobre 2016 15:43

Un allestimento multimediale per un'esperienza multisensoriale nel primo museo al mondo dedicato al segno

Un allestimento multimediale per un'esperienza multisensoriale nel primo museo al mondo dedicato al segno ©Archivio CWS Digital Solutions/Carlo Teofilo

Si chiama "Officina della Scrittura” il Museo Storico Aurora, primo al mondo dedicato al racconto della nascita e dell'evoluzione della prima forma di comunicazione non verbale.

Il museo è stato realizzato in un’ex filanda settecentesca nella periferia nord di Torino, sede della manifattura Aurora, storica azienda di articoli per la scrittura, sinonimo dal 1919 di eleganza e qualità. L’idea di un percorso espositivo nasce dalla passione di Cesare Verona, presidente di Aurora Penne e grande appassionato di storia del segno e tra i più noti collezionisti italiani di strumenti per la scrittura. Officina della scrittura celebra e valorizza tutto ciò che è legato alla scrittura e, più in generale, al segno dell’uomo nel corso dei secoli.

La realizzazione degli allestimenti multimediali che accompagnano il visitatore nel percorso, offrendogli un’esperienza multisensoriale, è stata affidata alla società CWS che ha già curato in passato le installazioni del JMuseum, di diversi Padiglioni di Expo 2015 e del museo storico Alfa Romeo.

Il viaggio all’interno dell’ Officina della Scrittura – l’esposizione si articola su 2.500 metri quadrati – inizia già dalla biglietteria, nei pressi della quale CWS ha installato un monitor ed un sistema audio a supporto di un filmato che accoglie i visitatori, dando una panoramica di come era e di come è diventata la sede di AURORA. In questo ambiente si trova inoltre in ricordo di Cesare Verona Sr, bisnonno dell'attuale presidente, un’importante collezione di macchine da scrivere Remington fortemente voluta dal patron di casa Cesare Verona. Ad accompagnare simpaticamente il visitatore verso la collezione, la musica del compositore Leroy Anderson, resa famosa dal celeberrimo film “Dove vai sono guai”, in cui Jerry Lewis finge di battere i tasti di un’invisibile macchina da scrivere.

Salendo al primo piano dell’area espositiva si viene accolti da un primo filmato che accenna a quello che il visitatore vedrà durante la sua visita. In questa anticamera del museo si avrà la possibilità, attraverso sette postazioni interattive, di registrarsi e cominciare così un gioco che porterà l’utente alla scoperta dei segni. È l’InSegno Game, gioco che a vari livelli verrà riproposto su analoghe postazioni lungo il percorso museale.

Il museo è stato suddiviso in tre settori il primo dei quali, denominato “Il mondo dei segni”, accompagna il visitatore alla scoperta della nascita dei segni della scrittura.
Il secondo settore, “Fare segno”, racconta l’evoluzione dei segni, dalla preistoria ai giorni nostri. Da qui, attraverso un tunnel che ospita alcune teche nelle quali si possono ammirare fisicamente gli strumenti di scrittura dalla preistoria ad oggi, arriviamo al terzo settore dove un monitor di grandi dimensioni posizionato in verticale mostra le “13 Regine”, ovvero le 13 Penne che hanno fatto la storia diventando vere e proprie icone di stile e di qualità. 13 Regine che troviamo in tutta la loro bellezza esposte fisicamente sotto 13 teche posizionate su una struttura a forma di 13.

Dalle 13 Regine alla Storia di Aurora semplicemente alzando lo sguardo. Il quarto settore, composto da quattro strutture a forma di onda, propone quattro differenti filmati. Qui il visitatore viene “avvolto” dall’audio del filmato appena si ferma di fronte al monitor perché si posiziona sotto ad un parallelepipedo che sembra essere sospeso nell’aria: si tratta di speaker SoundShower, “la doccia sonora”.  

Proseguendo la visita, si trova un secondo tunnel che conduce in un viaggio all’interno della penna stilografica. Dalla zona “inchiostri”, simulata attraverso gocce d’inchiostro che si diffondono all’interno di tre enormi monitor, si finisce nella cosiddetta “cartuccia”, dove un importante sistema audio regala al visitatore una intensa vibrazione: identica a quella che si percepisce quando, usando una penna stilografica, il pennino incontra la carta.

A questo punto si sfocia in una sala che ospita i macchinari, antichi e moderni, impiegati per produrre le penne mentre il compito di spiegare i processi di produzione è affidato ai video che passano sui sette monitor che fanno da cornice alla sala espositiva.

Infine, a completamento del percorso espositivo, si scende nella sala dell’arte contemporanea dove si trovano esposte opere d’arte di illustri artisti ed è proprio qui che troviamo un monitor il cui filmato invita ad utilizzare il montacarichi per scendere nella Manifattura, dove il visitatore potrà scoprire attraverso quali procedimenti, mani esperte ed attrezzature all’avanguardia realizzano una Penna Aurora.  

Uno spazio Scuola completa gli ambienti del museo. Vi si trovano tavoli e sedie coloratissimi, una lavagna in ardesia a testimonianza del passato ed una Lavagna interattiva Samsung a segnare il progresso dei segni, quei segni che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo amato.

Luca Passini, CEO di CWS ha dichiarato "L’Officina della Scrittura è un museo che impiega le tecnologie multimediali più moderne per raccontare una delle storie più antiche dell’umanità, quella del segno e della scrittura ma è anche il percorso espositivo che rende onore e merito a una delle storiche aziende del made in Italy, con sede a Torino. La multimedialità racconta al visitatore il mondo della scrittura e la sua evoluzione dai primordi a oggi in modo immediato e diretto, assicurando un’esperienza unica e immersiva".

 

Galleria immagini in fondo alla notizia (©Archivio CWS Digital Solutions/Carlo Teofilo).

 

Fonte: CWS (www.cws.it)

Ultima modifica il Lunedì, 21 Novembre 2016 19:31
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