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Giovedì, 08 Dicembre 2016 11:07

Da un estratto del fico d'India un aiuto per la conservazione di opere d'arte

Redazione Archeomatica

Un’antica tradizione preispanica del Messico utilizzava, come additivi nelle malte, sostanze di origine vegetale, con proprietà inesplorate, che hanno permesso la buona conservazione di antichi dipinti murali e di altre tipologie di opere d’arte. Tra queste, un estratto ricavato da Opuntia ficus indica (Nopal).

Sull’argomento è in corso un Progetto di Grande Rilevanza Italia-Messico, sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Le attività, svolte in collaborazione con El Colegio de Michoacàn, hanno lo scopo di definire una metodologia scientifica per la valutazione delle proprietà consolidanti e antimicrobiche dell’estratto di Nopal, finora note e tramandate per conoscenza empirica. Un tema che si inquadra in quello più ampio della Bioeconomia e che vuole essere una transizione verso strategie di conservazione più sostenibili, basate sull’uso e la valorizzazione delle risorse biologiche, per ottenere prodotti rispettosi della salute degli operatori e delle opere d’arte, con minimo impatto ambientale.

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Le attività del progetto bilaterale, svolte in collaborazione tra ENEA e El Colegio de Michoacán, sono state illustrate a Roma nel corso del workshop “Dalla tradizione empirica all’innovazione tecnologica”.


Fonte: ENEA

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