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Lunedì, 22 Ottobre 2018 11:45

Il soldato perduto. Storie di guerra e georadar

Redazione Archeomatica

Codevintec riprende una storia tra tecnologia ed emozione: INGV ha utilizzato un georadar GSSI per rintracciare un militare tedesco disperso durante la Seconda guerra mondiale. Tratto da un articolo di Stefano Urbini.

Primavera 2015: un’associazione che si occupa di rintracciare i militari tedeschi dispersi in azione si imbatte in alcune fotografie inserite nel volume “La battaglia di Velletri” . Alcune di esse ritraevano soldati americani nell’atto di tumulare i resti di un soldato tedesco al termine della Seconda Guerra Mondiale.

In una immagine, si riconoscono alcuni elementi di riferimento, utili per una prima localizzazione della zona di tumulazione: il selciato della centrale Piazza Garibaldi di Velletri. Giunti sul posto, con una macchina fotografica con un’ottica simile a quelle dell’epoca, sono state riprese innumerevoli immagini, cercando di ricostruire la stessa identica scena.

Ecco, quello poteva essere il punto di sepoltura!

In collaborazione con gli archeologi dell’Alaris di Grottaferrata e dell’Archeogeos di Rocca di Papa, si decide di procedere anche con un rilievo georadar di dettaglio, per minimizzare l’estensione dello scavo, che si trova oggi in piena area urbana, e per non arrecare danni a fogne, tubature, linee elettriche.

Un georadar ha investigato con grande risoluzione i primi metri sotto il manto stradale. Nell’area analizzata, un rettangolo di 6×9 m2, sono stati acquisiti ben 250 m di profili radar per un totale di 25.000 tracce.
In questo caso – purtroppo – uno scavo riempito con lo stesso materiale scavato genera un segnale assai debole, mentre le tubature metalliche disturbano molto. Inoltre, le tubazioni sono state posate a valle di un altro scavo, che produce a sua volta echi radar simili a quelli della tumulazione. La localizzazione rischia di essere il classico ago da ricercare nel pagliaio.

Per fortuna, il segnale ricercato doveva avere alcune caratteristiche:

• essere di debole entità e compatibile per forma e dimensioni alla buca nelle fotografie;
• profondità compresa fra 0.5 e 1 m;
• larghezza compresa tra 0.5 e 0.8 m;
• lunghezza compresa fra 1.5 e 2 m.

Dopo tanto lavoro speso su ogni singolo profilo, la nostra attenzione è stata catturata da un piccolo agglomerato di anomalie che rispondeva in buona parte ai criteri di ricerca impostati.
Sulla base delle indicazioni fornite, il giorno 5 Maggio 2015 si è svolta l’operazione di recupero della salma. Piano piano, con la delicatezza – non solo operativa - che si deve usare in questi momenti, il soldato perduto è stato ritrovato.

E dopo 70 anni, ha potuto ritornare a casa.

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