Orientamenti europei per sostenere il riutilizzo adattivo degli edifici storici nel 2019-2020

Orientamenti europei per sostenere il riutilizzo adattivo degli edifici storici nel 2019-2020

Il restauro intelligente e il riutilizzo adattivo degli edifici storici inutilizzati o male utilizzati possono portare risultati economici notevoli e dinamismo sociale per le città e i territori, riducendo al contempo lo sprawl urbano.

Il rilancio di una economia tradizionalmente legata all’impresa delle costruzioni che si trova oggi di fronte ad ostacoli naturali tracciati dallo stesso esaurimento della risorsa legata al territorio e al “suolo edificabile” non può avere altri sbocchi che nel restauro e riutilizzo adattivo dell’esistente, sia esso storico che recente. Dobbiamo anche pensare che ad oggi abbiamo raggiunto risultati notevoli di confronto di studi ricerche ed opinioni, maturati in lunghi periodi di rodaggio in cui le diverse scuole e tendenze si sono applicate sul come e dove restaurare o riusare.

Siamo di fronte ad un salto epocale in cui un’economia globale non potrà più investire nella realizzazione di nuovi edificati ed infrastrutture, a meno che non si dedichi alla realizzazione di brutali demolizioni, trovando invece un grande mercato pronto in attesa della sua esplosione. Gli ecobonus e i sismabonus incentivanti sono stati i primi sintomi, le tecnologie sperimentate applicate a casi reali di recupero funzionale e strutturale sono sotto i nostri occhi, ma l’ultimo passo da fare sta nella formazione per dare un nuovo spiraglio ad una sorpassata mentalità colonizzatrice dell’uomo continuamente alla ricerca di nuovi territori, ahimè ormai non più vergini.

Durante l'Anno europeo del patrimonio culturale appena trascorso, le reti finanziate dall'UE, la Commissione europea e le altre parti interessate hanno collaborato per condividere esperienze, discutere sfide e identificare i principi di qualità sul riutilizzo del patrimonio arrivando alla fine del 2018 con una dichiarazione sul riutilizzo adattivo del patrimonio costruito per preservare e valorizzare i valori culturali per le generazioni future. La direttiva Adaptive re-use of the built heritage: Preserving and enhancing the values of our built heritage for future generationsè stata adottata dalle parti interessate il novembre scorso a Leeuwarden come eredità dell'Anno europeo per l'iniziativa "Patrimonio in transizione". 

Il documento evidenzia i possibili benefici del riuso adattivo e elenca una serie di principi di qualità per riconciliare i valori del patrimonio con l'architettura contemporanea. Nel 2019, la Commissione europea diffonderà la dichiarazione di Leeuwarden e ne sosterrà l'attuazione tra le autorità competenti e le parti interessate.

Sulla base di questi risultati nel 2019-2020 attraverso il suo programma Europa creativa, la Commissione europea sosterrà l'apprendimento per i responsabili delle politiche locali, regionali e nazionali sul riutilizzo degli edifici storici, visite di studio e scambi di intenzione per consentire una valutazione delle buone pratiche esistenti relative al riutilizzo degli edifici storici in Europa e garantire il trasferimento di conoscenze tra i responsabili politici.

Inoltre, a partire dal 2019, una task force lanciata con il sostegno del programma H2020 fornirà competenze e consulenze sul finanziamento e la gestione del riutilizzo del patrimonio costruito nelle città in linea con i modelli dell'economia circolare. I membri della Task Force rappresentano diversi progetti di ricerca e innovazione finanziati dall'UE, agenzie delle Nazioni Unite, agenzie di finanziamento internazionali e parti interessate nel campo del patrimonio culturale, rigenerazione urbana sostenibile ed economia circolare.

https://www.ace-cae.eu/uploads/tx_jidocumentsview/LEEUWARDEN_STATEMENT_FINAL_EN-NEW.pdf

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