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intelligenza artificiale

  • Geomatica e AI applicate ai dati provenienti dal mondo dei Beni Culturali - Workshop a Torino 12-13 Dicembre 2019

    L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (AI) e di algoritmi di apprendimento profondo (Machine e Deep Learning) hanno recentemente cambiato il modo di fare ricerca e analisi in molti settori scientifici, dalla medicina alla fisica, dalle scienze umane all'ingegneria.
    Anche il mondo dei Beni Culturali si sta avvicinando all'Intelligenza Artificiale, ma con maggiori difficolta' data la mancanza di dati di training, uniformità dei casi di studi, diversi bisogni e necessità.
    Il settore dei Beni Culturali richiede soluzioni efficienti per gestire in modo oggettivo e replicabile grande quantità di immagini o nuvole di punti o modelli 3D al fine di offrire metodi innovativi per catalogare, studiare e analizzare il nostro patrimonio culturale.

  • I Big Data del passato con Time Machine

    Time Machine è una delle sei proposte approvate dalla Commissione Europea per la preparazione di iniziative di ricerca su vasta scala da sviluppare strategicamente nel prossimo decennio. Sono stati concessi finanziamenti per 1 milione di euro per preparare le tabelle di marcia dettagliate di questa iniziativa che mira a estrarre e utilizzare i Big Data del passato. Time Machine prevede di progettare e implementare nuove tecnologie avanzate di digitalizzazione e Intelligenza Artificiale (AI) per estrarre il vasto patrimonio culturale europeo, fornendo un accesso equo e gratuito alle informazioni che supporteranno i futuri sviluppi scientifici e tecnologici in Europa.

  • L'Intelligenza Artificiale e la pittura. Nuova luce su dipinti antichi e moderni.

    Sino ad oggi l'imaging a raggi X, raggi ultravioletti e infrarossi è stato la principale tecnologia per analizzare immagini nascoste su vari supporti, a volte sotto strati di pittura nel caso dei dipinti, senza danneggiarli magari rivelando come spesso accade ripensamenti dell'artista o riutilizzi della tela. Ora questa tecnologia vede affacciarsi sul proscenio della ricerca un successore più potente: l'Intelligenza Artificiale, con il machine learning. Anche l'AI, come i raggi X, ci permette di andare oltre il visibile ma ancora di più, con risultati davvero sorprendenti. Lo dimostrano due recentissime applicazioni rispettivamente nel campo della critica artistica e in quello della conservazione. 

  • L’analisi degli ostraka di Arad apre un nuovo filone di ricerca

    Le analisi forensi poliziesche, unite ad algoritmi computeriali, hanno gettato nuova luce su un corpus di frammenti ceramici di 2.500 anni ritrovati nel sito di Arad durante gli scavi degli anni ’60. Tratta di questo un articolo pubblicato di recente da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv e degli esperti della polizia forense, in cui sono stati analizzati 18 testi su 16 ostraka (frammenti ceramici con delle iscrizioni a inchiostro) e sono riusciti a risalire a un totale di 4/7 autori diversi tramite lo studio della calligrafia unito a un sistema di analisi computeriale che ha individuato i gruppi di frammenti scritti dallo stesso autore.

  • Machine learning e immagini Esa per la ricerca archeologica in Madagascar

    Un team di ricercatori del Dipartimento di Antropologia e dell’Istituto Energia e Ambiente della  Pennsylvania State University, del Morombe Archaeological Project, e dell’Université de Toliara (Toliara, Madagascar) ha utilizzato con successo un algoritmo predittivo di machine learning per identificare in un set di immagini satellitari Sentinel-2, scaricabili gratuitamente dal sito dell’Esa, segni degli insediamenti umani più remoti del Madagascar.

  • MosAIc: l'Intelligenza Artificiale che svela le analogie nascoste dei Beni Culturali

    Cosa possono avere in comune un elmo in metallo dell’antica Cina e un ombrellino parasole in seta dell’America del 19° secolo? A parte appartenere entrambi alle collezioni del MET (Metropolitan Museum of Art) apparentemente nulla, ma per l’intelligenza artificiale una connessione esiste. Il laboratorio CSAIL del MIT ha sviluppato un algoritmo che trova i legami tra opere artistiche di tutto il mondo e di tutte le epoche: MosAIc, un esperto d’arte sui generis.

  • Palmyra, tempio di Bel. Dopo la ricostruzione digitale arriva l’esplorazione virtuale.

    Ritorniamo su Palmyra e i suoi monumenti distrutti nel corso della guerra siriana dopo la notizia del rilascio di alcune immagini satellitari dell’area archeologica (https://www.archeomatica.it/documentazione/il-sito-archeologico-di-palmyra-nelle-prime-immagini-rese-pubbliche-del-piu-recente-satellite-spia-israeliano).

    Il Digital Media Lab (DML) della UC San Diego Library, tra le migliori biblioteche accademiche del mondo, ha ricostruito digitalmente l'antico Tempio di Bel utilizzando metodi 3D di ultima generazione e applicazioni innovative di intelligenza artificiale. La ricostruzione è stata resa disponibile pubblicamente sul sito Web delle collezioni digitali della Biblioteca. Si tratta di una realizzazione che ha visto la collaborazione sinergica della Biblioteca statunitense e del Levantine Archaeology Laboratory della UC San Diego nell’ambito di un progetto che ha portato in passato alla conservazione digitale di più di una dozzina di rilievi, sculture, affreschi e dipinti perduti. 

    Il Tempio di Bel distrutto dall’Isis/Daesh nel 2015 è considerato insieme al tempio di Jupiter Heliopolitanus a Baalbek in Libano tra le strutture templari più importanti del Medio Oriente, uno degli esempi meglio conservati di arte e architettura antica, che attirava un tempo più di 150.000 turisti all'anno.

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