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Lunedì, 18 Luglio 2016 10:50

Servirà un terzo protocollo dell'Aja?

Due agenzie delle Nazioni Unite hanno firmato un accordo per proteggere i siti del Patrimonio Culturale, utilizzando le più recenti tecnologie geo-spaziali, tra cui applicazioni analitiche di immagini satellitari.
 Le tecniche satellitari sono da tempo attive in campo militare, con altissime risoluzioni che consentono il rilievo di dettaglio a terra anche in misura inferiore ai 30 cm convenzionali degli attuali satelliti commerciali in onda.

Pubblicato in Editoriali

In calce una ‘maining list’  'work in progress' di ‘Browser’ o stato dei lavori delle biblioteche digitali in espansione sovranazionale da consultare e salvaguardare, da decenni operativa o avanzata nella ricerca ‘on-line’ in rubrica open-space, vale a dire: dove andare ad aprire e premere il tasto ‘search’ in Internet, non solo per una prima informazione di una pubblicazione e di un periodico. Scaturita da progettazione anche italiana, esportata in ‘partnership’ con organismi ed istituti di ricerca multimediale internazionali, consorzi e raggruppamenti editoriali orientati al campo biblioteconomico di collegamento ed interfaccia di rete Internet, la lista individuata risponde con offerta anche produttiva alla domanda di interscambio culturale, dove generata dal sistema bibliotecario o editoriale o misto di accessione. I criteri di sviluppo in ‘Open-access’ regolati dall’ambito delle cosiddette ‘tre B’, un acronimo della tempistica e delle sedi di promulgazione ed attuazione degli accordi preliminari all’estensione collegata della banche-dati, puntualizzano, non soltanto dagli applicativi della letteratura grigia, la reciprocità di scambio e protezione del dato nella circolazione multimediale via Internet. Si addentrano perciò nella gestione, nell’aggiornamento e nel raffinamento integrale dei ‘Database’, che propongano il criterio aumentato digitale e fotografico, non soltanto nella fase di accumulazione e di lancio del sistema pubblicato, ma anche nell’evoluzione ed accrescimento del trasporto informatico di approfondimento ‘turistico’ della navigazione Internet. Il messaggio di valorizzazione mediatica, di obbiettività relativa e frequenza divulgativa del bene, se originariamente codificato o depositario del dato di catalogazione immesso, è veicolato dal 'net' con un invito o accesso alla visualizzazione o lettura nell'itinerario di navigazione, qualche volta interattivo, anche tra utenti ed editoria. Il metodo ed i fondamenti dei singoli ‘Web’, alcuni dei quali, quando sparsamente tracciati nell’accorpamento del flusso attuale, aderiscono al Cilea ed al Cdl, Consorzio editoriale di ‘Digital Library’ e Biblioteca Digitale, trovano ognuno la propria notorietà e forma di aggregazione nelle prefazioni che li introducono in ciascuna ‘Home’. Per chi non li conosca o non li abbia ancora scoperti nelle finestre correnti del mezzo elettronico e telematico tra lettori ed addetti ai lavori della ricerca internazionale, universitaria e bibliografica, questi motori in senso lato svolgono accessibilità o proposizione di ‘Full Text’ e non solo dell''iter’ dell’informazione bibliografica censita, dove conservativa e libraria propriamente detta. La navigazione è indipendente dal percorso di produzione e dalla tipologia del supporto bibliografico di testo di cui i siti si avvalgano, sia oggetto cartaceo, elettronico, cd-rom, cd, disco, nastro, video, pellicola, fotografico sia generato ‘on Web’ del libro, saggio, articolo, sonoro, spettacolare, etc., non senza qualche disfasia per le nuove accessioni, e dall’implementazione disponibile od accessibile dello stesso formato  di ‘Full Text’, in PDF o JPG od altro, immagine od audio, oppure del frammento di testo in consultazione visuale, visione ed ascolto limitati od anche dettagliati ed accresciuti. Talora svolti con autonomo lancio o sovvenzione dei costi di riproduzione in ‘download’, pur sempre sorretta da convenzioni sperimentali di catalogazione del bene culturale in quanto prodotto, dove e quando alternative all’offerta o protezione asincronica della SIAE, i ‘Browser’ in elenco su questa pagina sono stati sostenuti da un criterio qualitativo dei dati immessi, non senza interferire selettivamente su nuovi autori ed editori, che accedono alle mediateche a scopo commerciale e finanziario 'unlimited', con relativo dettaglio di sistema di prelievo controllato inserito, traguardate le normative nazionali sul diritto di stampa e di lettura. I sistemi integrati si inseguono tra loro nel ruolo di ‘talent scout’ degli autori esordienti non senza deroghe virtuali in materia di diritto d’autore vecchio e nuovo, laddove non sempre o non più regolamentati da un consenso di distribuzione editoriale e commerciale del segmento dell’opera intellettuale di interesse, quando e dove ampliato dal prodotto che non sia più supportato da pubblicità editoriale di stampa e nella distribuzione corrente ancora lontano dalla periodizzazione delle ‘common’s licence', cioé non ancora scaduto o scaduto per il solo editore e relative librerie mediatiche. Possono essere considerati cataloghi ‘Open-access’ di impostazione digitale ‘Full Text’ nei vari formati predisposti o disponibili, o Citations Index’ funzionali anche interattivamente, le testate o ‘Browser’ cumulativi di libri e periodici, anche solo in parte dedicati ‘on demand’ o con ‘Full Text’ scaricabili da ‘Link’ non commerciabili, come adottati dagli archivi di Index (e. g.: Library of Congress). Da segnalare in Opac Sbn i Link di copie digitali di Libro antico e le finestre di frontespizio o copertina di Libro moderno, originariamente implementate su procedure in formato SGML e JPG di Index nell’ambito della Legge 84/90 come sviluppate da Progetti EU (Archeoguide 2002, Cataloghi Virtuali e relativo Abstract di Catalogo bibliografico Iccrom) per i frontespizi di Libro antico e le Schede OA di catalogo di opere d'arte. I rispettivi siti sovranazionali muovono il gigantismo del ‘Gate’, mutuando dall’impresa commerciale ed editoriale dei decenni scorsi (e. g.: Amazon) - sia scientifica che divulgativa od in allineamento tecnologico emergente delle 'news' di catalogo editoriale 'on-line' - l’estensione all’informazione ancora settoriale o a tiratura limitata, anche quando l'espansione non sia necessariamente ‘no profits’, come quella svolta dai 'Web' a crinale di ricerca dedicata e progettuale e non soltanto addizionale di enciclopedie e bibliografie nazionali, diversificando in modalità l’ingresso ai ‘data’ ed il prelievo, di seguito indicizzate allo  stato:

Research Gate; DOAJ Directory of open access; APA Citations (MLA); OPAC Sbn (Mibact), copie digitali di Libro antico e spogli Libro moderno; ACNP Periodici; Google Scholar (disponibilità ‘Full Text’ in vari formati); Google Citations Index; storico, Internet Archive (anche otto opzioni disponibili di formati nella Digital Library); Digital World Library (sistema espositivo e museale); NILDE (accesso Sapienza Uniroma 1); MISCIO (CNR, dedicato ai periodici scientifici); JSTOR; EBSCHO Host Journals (accesso limitato); HEIDI Digital Library (Università di Heidelberg); OALSTER (Worldkat/DigitKat); Thomas Reuters; HATHI Trust; Open Library (formati opzionali); SCOPUS (Elzevier/Cilea, accesso limitato); Banche dati bibliografiche nazionali che abbiano raggiunto, o avanzato, introdotto da tempo, l’approccio ‘Metadata’ per il Libro antico (e. g.: Gallica, Francia).

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Mercoledì, 06 Luglio 2016 09:01

Abra…cadabra… Giuditta e Oloferne

Eroico è il delitto di Giuditta nel passo del Voyage en Italie (Joseph De Lalande, 1769) pertinente la tela da Palazzo Zambeccari di Giuditta e Oloferne: (1767) “Judith coupant la tête à Holopherne, par Michel-Ange de Carravage, tableau très-beau, bien composé; il est traité d’une manière si terrible qu’on ne peut le regarder sans une espece de saisissement; le sujet est prix dans le moment du passage de la vie à la mort, & rendu d’une manière effrayante. La Judith est belle & a une certaine horreur de l’action qu’elle commet. Le caractère de la Suivante est bien, & il laisse dominer celui de la figure principale. Ce tableau est vigoureux de couleur. C’est dommage que le dessein en soit ronde & les countours trop roides.”

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Venerdì, 18 Marzo 2016 17:31

La strada è la tecnologia

La tecnologia genera in progress ulteriore tecnologia, ma quali scenari di sviluppo possono spalancarsi se invece ci rivolgiamo
al passato e applichiamo le nostre moderne tecnologie a quelle degli antichi?
Prendiamo le strade romane, il trionfo eccellente del concetto algoritmico del saper come fare che conferisce chiarezza
all’etimologia del termine tecnologia. Il sistema stradale romano costituisce a tale riguardo davvero un fatto straordinario.

Pubblicato in Editoriali
Venerdì, 10 Luglio 2015 15:39

Carta del Rischio?

Lanciata negli anni ’90 da Giovanni Urbani, allora direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, l’idea di una Carta del Rischio del Patrimonio Culturale Italiano, prendeva corpo dalla coscienza che il Patrimonio Culturale è una risorsa non rinnovabile e proprio per questo andava adottato un sistema di gestione che, considerata l’evoluzione delle tecnologie all’epoca, poteva basarsi su sistemi informativi geografici nei quali la fusione di tutti i livelli di conoscenza, opportunamente strutturati, individuava precipuamente il rischio del Patrimonio e il connesso grado di urgenza.

Pubblicato in Editoriali

Rilevamento e acquisizione di dati attraverso sensori sempre più sofisticati e precisi, accesso e utilizzo di basi di dati sempre più complesse e ricche, accresciuta capacità di analisi, elaborazione e fruizione dei dati attraverso servizi sempre più innovativi, uso di Internet. Sono queste le principali direttrici lungo le quali sta rapidamente evolvendo il settore delle tecnologie applicate ai beni culturali.

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colosseo restauratoPubblichiamo il comunicato del Comitato Direttivo di Restauratori Senza Frontiere Italia, redatto sotto forma di “Lettera aperta” e firmato dal Presidente Paolo Pastorello

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georadar piazza cavalieriE' stato recentemente conclusa una nuova attività di documentazione archeologica urbana a Pisa. Si tratta dell'applicazione di tecnologie innovative quali georadar e laser scanner per lo studio del sottosuolo.

Pubblicato in Documentazione
Giovedì, 11 Settembre 2014 14:34

Il ritorno dell'aerofotogrammetria in archeologia

Telerilevamento e Fotogrammetria sono due tecniche diverse molto usate in archeologia e si fondano su principi diversi che richiedono precipue competenze. La International Society of Photogrammetry and Remote Sensing (ISPRS) è l’associazione che raggruppa tutti gli esperti mondiali del settore ed è attiva da decenni a livello internazionale, promuovendo convegni in tutto il mondo a cadenze fisse, durante le quali il punto della situazione sull’avanzamento tecnologico è illustrato singolarmente e dettagliatamente. Ciascuna nazione viene rappresentata nella ISPRS dalle analoghe affiliazioni locali come, tra le altre, la statunitense ASPRS (American Society of Photogrammetry and Remote Sensing), o l’italiana SIFET (Società Internazionale di Fotogrammetria e Topografia), nella quale ultima, però, al posto del Telerilevamento (Remote Sensing) troviamo la classificazione di Topografia. L’originalità italiana dipende dalle competenze scaturite da autonomi settori formativi, che sono consistiti, dalla fondazione dell’AIT (Associazione Italiana di Telerilevamento), nella riunione dei gruppi di esperti e ricercatori delle due branche disciplinari in un solo organismo. L’adozione da parte delle Agenzie Spaziali di ulteriori denominazioni del campo di ricerca hanno dato vita nel corso del tempo all’Earth Observation (EO), che in Italia cumula e sviluppa con una certa indifferenziazione il Telerilevamento e l’Osservazione della Terra. In campo archeologico Fotogrammetria e Telerilevamento sono tecnologie fondamentali che supportano i ricercatori nelle fasi di esplorazione, individuazione e documentazione e sono traenti per caratteristiche di precisione e dettaglio.

Le esigenze pratiche connesse al costo di sviluppo dei dati hanno portato negli scorsi decenni a dispiegare le due disparate metodologie forse in parte al di là delle prestazioni nominali di ciascuna, che per il Telerilevamento è determinata dall’analisi dell’emissione di energia elettromagnetica effettuata sulla superficie terrestre, sollecitata dal Sole o da altre fonti ed è in grado di sensibilizzare un apposito sensore, mentre, per la Fotogrammetria, dalla misurazione e rilievo cartografico di alta precisione con procedimenti 3D, svolti a bordo di aerei e velivoli appositamente attrezzati. L’evoluzione dei satelliti ha lasciato ritenere una progressività nella riduzione dei costi delle immagini satellitari, che avrebbero potuto competere con quelle aerofotogrammetriche, rendendo accessibili tali tecnologie anche nei casi di limitata disponibilità economica o di impegno parziale di approfondimento quale quella applicata del settore di prevenzione esercitata sul Patrimonio Culturale. Le recenti risultanze di uso di velivoli a pilotaggio remoto, gli UAV, dotati anche di camere amatoriali, hanno trovato un fertile campo di impiego, assistiti, così come sono, dalle notevoli capacità, adattamento, correzione e capienza dei softwares, in grado spesso di sopperire alle aberrazioni ottiche, anche nell’uso occasionale di obiettivi di bassa qualità o accuratezza.

Il rilievo aerofotogrammetrico archeologico con UAV (o APR in italiano, ma evitiamo l’uso della parola DRONE, che tanto terrore può incutere a popolazioni che ne stanno soffrendo usi bellici) attualmente si propone come soluzione definitiva, a basso costo, per qualsiasi necessità di mappatura di siti e monumenti archeologici, comportando risoluzioni di altissimo livello, finora impensabili o raggiungibili solo noleggiando aerei opportunamente dotati in volo di camere aerofotogrammetriche con potenti teleobiettivi. Non solo la precisione fornita da una bassa quota, ma anche la manegevolezza e trasportabilità del mezzo si è rivelata senza precedenti confrontabili. Una valigetta portatile, un cosidetto collo a mano, spesso contiene l’intero corredo necessario per esegure voli aerofotogrammetrici di alta qualità da terra. Un limite ancora è costituito dalla relativa autonomia, nell’ordine di qualche decina di minuti, sulla quale però tecnologia insorgente fornirà adeguate risposte, si spera, a breve termine.

L’Italia, che si propone al mondo come un paese leader del settore, ha appena dimostrato la possibilità di effettuare rilievi aerofotogrammetrici archeologici anche in zone storicamente inagibili, nelle quali per varie motivazioni di dislocazione, conformazione e sicurezza dell’area da sorvolare in situazioni belliche, anche negli ultimi decenni era stato possibile il solo sfruttamento al massimo grado delle informazioni dei satelliti. Il Ministero degli Affari Esteri, per il tramite dell’organismo della Cooperazione allo Sviluppo, ha appena raggiunto efficacemente l’obbiettivo di una prima ripresa ad alta risoluzione con velivolo a pilotaggio remoto dell’area del sito archeologico di UR, sito per il quale è lo stesso Stato italiano ad approntare un Piano generale di Conservazione, entro cui l’Iraq consegua la dichiarazione finale di sito di interesse dell’umanità da parte dell’Unesco. (per avere informazioni sulla ripresa aerea di UR vedi immagine campione a pag.35 del Numnero 2 2014 di Archeomatica).

 

Editoriale del numero 2 2014 di Archeomatica.

 

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Giovedì, 22 Maggio 2014 12:59

La cultura al tempo del FYBORG

Bio-ipermedia ovvero l’ambiente peculiare cui tutti noi ogni giorno diamo luogo interagendo nello spazio-tempo, attraverso i corpi, con macchine, reti, algoritmi, dati, territori reali e sintetici (Giorgio Griziotti). Secondo modalità di crescente intensità e pervasività, con le interfacce, estensioni meccaniche ed elettroniche, che tendono a integrarsi sempre più intimamente nei corpi, estendendo e potenziando le capacità umane, finendo per modificare la stessa coscienza.

Pubblicato in Editoriali
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