NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 


 

raffaello

  • Il mosaico di Cassiopea nella Casa di Aion a Paphos

    Il quinto riquadro nell’ultimo registro in basso a sinistra del mosaico pavimentale della cosiddetta Casa di Aion a Nea Paphos (Cipro), il piu’ lacunoso di tutto il rivestimento, apre il suo testo soltanto leggendo la terza Ode Pitica di Pindaro: Asclepio bambino porge un piatto di frutta a Chirone sul Monte Pelio - a sinistra Sileno a cavalcioni dell’asino - mentre Nesso con la lira, nella parte destra, inganna l’amata Deianira.

    E’ in questa favola, finora la piu’ oscura, che l’iconografia di tutto il contesto pavimentale sembra rivelare la chiave etica della colpa della superbia, che e’ il tradimento del dono divino della sapienza. Un’ampia lacuna non lascia determinare se sul carro, del quale solo una ruota e’ evidente dietro ai centauri, sieda o meno Dioniso errante di ritorno dall’India, la cui ebbrezza meccanicisticamente regoli la virtus.

  • Il pigmento ritrovato: il blu egizio negli affreschi di Raffaello a Villa Farnesina

    Gli Egizi diedero vita al primo colore di origine inorganica della storia, vale a dire il “blu egizio”, chiamato così proprio in onore del popolo che lo inventò nell'orizzonte del Mediterraneo, ma che ebbe grande diffusione e ampio utilizzo anche presso altre civiltà, quali gli Etruschi, i Greci e i Romani. Soprattutto grazie ai Romani siamo a conoscenza di alcuni dettagli importanti: infatti, all’interno del “De Architectura” di Vitruvio, in cui il 'blu egizio' viene chiamato caeruleum, vi è la descrizione del procedimento e gli ingredienti per prepararlo.

  • La mostra multimediale: Raffaello e la Domus Aurea.

    L’attesa mostra multimediale “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” prevista per l’ 8 Marzo 2020 per la celebrazione dei 500 anni della morte di Raffaello Sanzio, rinviata più volte a causa della pandemia, ha riaperto, con la Domus Aurea, il 23 giugno 2021.

  • Ricostruzione 3D del volto di Raffaelo Sanzio

    Dopo secoli di dissidi, la tecnologia ha 'localizzato' i resti di Raffaello Sanzio. Le ricerche sono state condotte dal Centro di Antropologia molecolare per lo studio del DNA antico, Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” che, in collaborazione con la Fondazione Vigamus e l’Accademia Raffaello di Urbino, ha realizzato una ricostruzione tridimensionale computerizzata del volto di Raffaello Sanzio in età matura, per accertare l’identità dei resti custoditi nella tomba del Pantheon. 

CHNT
CHNT

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo