NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 


 

Lunedì, 09 Luglio 2018 23:25

Archeomatica 1-2018

Redazione Archeomatica

archeomatica 1 2018 patrimonio a rischio
PUOI RICEVERLO IN SPEDIZIONE CARTACEA O DOWNLOAD DIGITALE 
UNA PREVIEW ON-LINE E' DISPONIBILE A 


Archeomatica 1-2018 - Tecnologie per i Beni Culturali, un numero dedicato ai servizi satellitari per il monitoraggio dei beni culturali. Un patrimonio inestimabile molto spesso a rischio a causa di fattori atmosferici, antropici e ambientali. Una chiave per il monitoraggio sono i servizi satellitari: economicamente sostenibili, i dati provenienti dal Telerilevamento, se integrati e resi interoperabili con altri sistemi del nostro Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono in grado di fornire risposte rapide alle esigenze di chi si occupa di monitoraggio, salvaguardia, manutenzione e valorizzazione dei Beni Culturali. Questo è lo scopo di ArTeK (Satellite enabled Services for Preservation and Valorisation of Cultural Heritage) un progetto sviluppato nell’ambito del programma “Business Applications” dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), cofinanziato e supportato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la cui entrata in servizio a regime è prevista alla fine del 2018.

L'editoriale del Direttore, che riportiamo di seguito, riprendendo il pensiero di John Ruskin e Tomaso Montanari, esprime in maniera chiara e precisa l'importanza di monitorare e fare manutenzione.

In Italia, dagli anni settanta, si è dato inizio ad un sistematico monitoraggio del patrimonio culturale utilizzando un valore di rischio come funzione della vulnerabilità, pericolosità ed esposizione, che solo oggi giunge a pratica ed effettiva valutabilità con l’ausilio dei dati da Telerilevamento che sono adeguati, accurati ed economicamente sostenibili.

“Take proper care of your monuments and you will not need to restore them” John Ruskin (The Seven Lamps of Architecture, 1849) Una verità semplice, fondamentale, che ne implica a sua volta un’altra, impegnativa: non possono esserci valorizzazione del bene culturale e fruizione quotidiana, senza manutenzione costante.

“É la manutenzione ordinaria la chiave”, sostiene perciò a ragione Tomaso Montanari, insieme - aggiungiamo noi - all’indispensabile attività di monitoraggio. Quel monitoraggio ravvicinato e tecnologicamente avanzato, che costituisce la nuova frontiera dei processi di conservazione e che tanto spazio trova sulle pagine di Archeomatica.

Una nuova frontiera in cui è necessario innanzitutto valorizzare le risorse oggi disponibili, spesso faticosamente costruite nel tempo, iniziando dalle nostre piattaforme digitali, aperte a tutti, i cui dati vanno arricchiti e aggiornati con quelli provenienti da rilievi strumentali tecnologicamente più avanzati.

Il programma essenziale che va intrapreso sui beni culturali consiste, dunque, nell’attivazione di un continuo monitoraggio che consenta di porre a confronto le informazioni che provengono dai processi di deteroriamento dai materiali, rilevabili attraverso i dati di cui sopra, e quelli conservati negli atti documentali storici, raccolti e immagazzinati fino ad ora. Una chiave doppia, monitoraggio e manutenzione, che può accrescersi e potenziarsi attraverso un adeguato trattamento dei dati rilevati a mezzo di servizi tecnologici in costante evoluzione.

Una metodologia applicabile non soltanto ai grandi musei-aperti, inseriti in aree territoriali urbanizzate e dunque più controllate, ma anche – e soprattutto – al patrimonio diffuso, per il quale un’attenzione più mirata può costituire strumento di valorizzazione e pianificazione degli interventi.

L’ambizione è, pertanto, quella di integrare le moderne attività di monitoraggio, con le informazioni reperibili nelle banche dati istituzionali; questo consentirebbe una lettura di ciascun bene sottoposto a controllo, contestualizzata allo specifico ambiente in cui è esposto, di cui sarà possibile conoscere repentinamente e con elevata accuratezza la vulnerabilità, controllarne la pericolosità e il rischio. Le informazioni discrete così ottenute, rappresenteranno la base per la redazione dei piani di manutenzione preventiva.

È quanto proponiamo in questo numero di Archeomatica, dedicato a una nuova visione del monitoraggio del patrimonio, da effettuarsi attraverso tecniche che consentano l’interoperabilità tra i nuovi strumenti e le nuove tecnologie disponibili, le banche dati esistenti realizzate all’interno degli Istituti scientifici del nostro Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, e il monitoraggio diretto “in situ” sul bene.

Buona Lettura dalla Redazione!

SOMMARIO

  • Editoriale
    Monitoraggio e manutenzione servizi essenziali
    di Renzo Carlucci

DOCUMENTAZIONE

  • Il monitoraggio del Territorio e del Patrimonio Culturale
    di Renzo Carlucci
    In Italia, dagli anni settanta, si è dato inizio ad un sistematico monitoraggio del patrimonio culturale utilizzando un valore di rischio come funzione della vulnerabilità, pericolosità ed esposizione,
    che solo oggi giunge a pratica ed effettiva valutabilità con l’ausilio dei dati di Osservazione della Terra che si stanno dimostrando adeguati, accurati ed economicamente sostenibili.
  • Non solo Vincoli in Rete - L’evoluzione della Carta del Rischio con le tecnologie attuali 
    di Gisella Capponi
    Le potenzialità e l’evoluzione di un potente strumento informativo territoriale utile alla conoscenza, monitoraggio, conservazione, restauro e valorizzazione del Patrimonio Culturale Italiano, quale quello offerto dalla Carta del Rischio e dal portale Vincoli in Rete.

  • Servizi satellitari COPERNICUS e GALILEO
    a cura di ASI - Agenzia Spaziale Italiana

  • I sistemi di monitoraggio a supporto delle attività nelle aree terremotate 
    di Annamaria Giovagnoli, Nicole Dore, Antonio Monteleone
    “Insieme ai vigili del fuoco abbiamo concluso 38 interventi: 16 progetti li abbiamo fatti noi, per aiutare i sindaci in queste giornate straripanti di impegni. Capisco la voglia di tornare a casa e affermazioni del tipo ‘buttiamo giù tutto e fine’. Ma, a mente lucida, sappiamo che il patrimonio culturale che andrebbe perduto sarebbe enorme e, con esso, smarriremmo anche la nostra identità e le nostre radici”.

  • Servizi di monitoraggio tecnologicamente sperimentati 
    di Antonio Monteleone, Nicole Dore, Luca Benenati, Lorenzo Bernardi
    I Beni Culturali, siano essi archeologici, architettonici o paesaggistici, costituiscono un patrimonio di inestimabile valore che è necessario tutelare, preservare e valorizzare. l’Italia è tra i principali
    detentori di tale tipo di beni e la loro eccezionale importanza è ampiamente riconosciuta anche dall’UNESCO, nella cui lista sono presenti 53 siti italiani.

  • L’integrazione tra servizi di monitoraggio e fruizione evoluta, per una sostenibilità economica dei nuovi sistemi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale 
    di Gianfranco Corini, Antonio Monteleone, Nicole Dore
    Realizzare servizi di monitoraggio integrati e di fruizione evoluta significa rendere disponibili servizi economicamente sostenibili a chi gestisce il patrimonio culturale, favorendone anche la valorizzazione e la fruizione stessa, secondo l'idea che il monitoraggio, la tutela e la salvaguardia partecipano a questo processo di miglioramento.

INTERVISTE

  • Intervista ad Annamaria Giovagnoli sul monitoraggio dell’inquinamento ambientale e il degrado dei beni culturali
    A cura di Redazione Archeomatica
    Annamaria Giovagnoli è conservation scientist presso l’Istituto Superiore per la Conservazione dei Beni Culturali; da anni si occupa delle vaire forme di degrado dei beni culturali e di come contenere i fattori ambientali. L’intervista sottolinea l’importanza dei dati rilevati da satellite per il monitoraggio dei fattori di rischio ambientale e la vulnerabilità delle opere esposte in un museo soggette al rischio di bassa qualità dell’aria.

  • Intervista a Carlo Cacace sul futuro del Sistema Informativo della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale
    A cura di Redazione Archeomatica
    Carlo Cacace è Direttore del Servizio Sistemi Informativi Automatizzati, responsabile del Sistema Informativo Territoriale Carta del Rischio e responsabile del Sistema Informativo Vincoli in Rete
    presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MIBACT.


SCHEDE TECNICHE dei partner del Progetto ArTeK

  • ENAV
    L’utilizzo dei droni nel settore dei Beni Culturali e loro integrazione nello Spazio Aereo Nazionale
  • ISCR
    Il sistema informativo territoriale della Carta del Rischio del Patrimonio Monumentale
  • ISPRA
    Integrazione di dati ambientali per monitorare lo stato di conservazione e il rischio di degrado dei beni culturali
  • SUPERELECTRIC
    Monitoraggio multispettrale del territorio da aereo, elicottero e droni
  • NAIS
    Le attività di NAIS e la piattaforma Web sviluppata per il progetto ArTeK
  • CNR-IMAA
    Metodologie per il processamento di dati e analisi multitemporali, multispettrali e multisensore per il monitoraggio ambientale e dei rischi naturali ed antropici
  • STRAGO
    Progetto ArTeK: monitoraggio strutturale e territoriale con i sensori
I singoli articoli sono disponibili per gli autori in Open Access QUI
Altro in questa categoria: « Archeomatica 4-2017

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo