Biblioteca Classense di Ravenna. Uno studio affronta il degrado del materiale cartaceo

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I dati sul deterioramento di molte collezioni librarie e cartacee sono preoccupanti. In particolare si stima che una grande percentuale (70-85%) di materiali, prodotti tra il 1850 e il 1950, sia soggetta a un rapido degrado tanto da far ritenere improbabile che rimanga accessibile ai lettori nel XXI secolo.

Il degrado è sicuramente una funzione delle proprietà della carta, dell'instabilità delle materie prime utilizzate per la sua fabbricazione nonché delle condizioni di conservazione e di utilizzo. Per poter pianificare adeguati programmi di conservazione è quindi fondamentale valutare attraverso indagini l'entità del deterioramento delle collezioni.

Lo sostengono alcuni studiosi e ricercatori afferenti a varie istituzioni accademiche europee che riunitisi in un team hanno condotto un’indagine innovativa sulle collezioni cartacee ospitate nella storica Biblioteca Classense di Ravenna. Ne sono scaturiti spunti originali per valutare e affrontare in generale lo stato attuale e la conservazione futura del materiale cartaceo conservato in biblioteche e archivi. L’ampio studio dal titolo “Non-destructive collection survey of the historical Classense Library” è apparso, suddiviso in due parti (I: Paper characterisation - II: Conservation scenarios), su Heritage Science v. 8, nn. 88- 89 (2020) ( https://doi.org/10.1186/s40494-020-00432-w) (https://doi.org/10.1186/s40494-020-00430-y). Autori Natalie Brown, Matija Strlič, Floriana Coppola, Alberto Modelli, Floriana Amicucci. Dirk Lichtblau.

In passato molti test di indagine in questo settore come la viscommetria per misurare il grado di polimerizzazione della cellulosa erano distruttivi o invasivi. Nello studio del team internazionale le proprietà chimiche e fisiche di 297 tra incunaboli, manoscritti e libri a stampa dal XIV alla metà del XX secolo, sono stati determinate invece in modo non distruttivo e non invasivo utilizzando la spettroscopia NIR insieme alla valutazione visiva della degradazione del materiale causata da fattori come la degradazione chimica, la crescita biologica, l'acqua e l'uso. Per la spettroscopia è stato usato lo strumento SurveNIR, uno spettrometro di riflettanza, con un rilevatore di array di diodi InGaAs (256 pixel). Gli spettri di riflettanza sono stati raccolti nell'intervallo da 1101 a circa 2199 nm con una risoluzione di 2 nm.
E’ stato possibile così per la prima volta acquisire per una collezione ospitata in una biblioteca storica parametri come tipo di polpa della carta, pH, grado di polimerizzazione (DP), forza di tensione (TS), forza di tensione dopo la piegatura (TSF), lignina, proteine e contenuto di rosina. Per descrivere le correlazioni tra le variabili misurate e le diverse caratteristiche dei libri stati impiegati metodi statistici, tra cui l'analisi dei componenti principali (PCA) e l'analisi di regressione multipla (MLR) eseguite utilizzando OriginPro 2017 (Origin Lab Corporation).
Per la modellizzazione del degrado l’indagine è stata condotta in modo stratificato in base all'età.
Una caratterizzazione approfondita dunque della carta dei libri conservati nell’istituzione ravennate fondata su prove e misure, la prima eseguita su una consistente raccolta di carta di stracci in un periodo di tempo di 600 anni, dal XIV al XX secolo.

Complessivamente un risultato di tutto rilievo che certamente potrà essere utilizzato sia per valutare le esigenze di interventi di conservazione sia per stimare l'effetto dell'uso su un'ulteriore degradazione.

La ricerca ha riscontrato alcune evoluzioni e tendenze delle proprietà fisiche e chimiche della carta, osservate già in passato da altri studi, in particolare nella carta prodotta tra il 1850 e il 1950, principalmente a causa un forte aumento dell'acidità. I contenuti di lignina, proteine e colofonia in resina (rosina) misurati sono risultati coerenti con lo sviluppo e la cronologia dei processi produttivi della carta in Europa, così come i tipi di polpa. Un confronto tra i valori TS e TSF ha indicato che i libri in legno di terra sono meno stabili meccanicamente. La PCA mostra che la forza della tensione è correlata sia al contenuto proteico che al DP. La gelatina animale agente utilizzato nella produzione di carta italiana dal 1337 fino all'introduzione del trattamento acido nel XIX secolo emerge invece come benefica per la carta, diminuendone il tasso di degradazione, agendo come barriera fisica e tampone chimico,
Nella seconda parte il team si sofferma in particolare su alcune delle proprietà chimiche misurate per valutare l'effetto dei futuri scenari di gestione ambientale valutando i possibili esiti della conservazione per le due collezioni ospitate nella Biblioteca Classense prese in esame in modo da fornire ai responsabili del patrimonio dati per un processo decisionale di conservazione informato e olistico. Si tratta di due collezioni costituite rispettivamente la prima da 1000 oggetti dal XIV secolo alla fine del XIX secolo allocati in una stanza chiamata Caveau con condizioni ambientali controllate meccanicamente (collezione C) e la seconda da 54.000 elementi metà dei quali libri stampati dal XVI al XIX secolo, allocati su scaffalature aperte, liberamente accessibili al pubblico e in ambiente non controllato meccanicamente (NC).
E’ la grande sfida della conservazione intesa nella declinazione teorica contemporanea come gestione sostenibile del cambiamento (inevitabile) Nel caso delle collezioni librarie le azioni volte a gestire tali inevitabili cambiamenti possono essere applicate direttamente agli oggetti (conservazione correttiva), procedendo alla deacidificazione della carta, o al loro ambiente (conservazione preventiva), controllando i microclima indoor.
Sono state così elaborate, combinando proprietà chimiche (pH e DP), e condizioni ambientali, ovvero temperatura (T) e umidità (Rh), previsioni sulla durata delle collezioni. I risultati indicano che “le durate mediane dei libri della collezione C aumentano con l'aumentare della data di pubblicazione, mentre una tendenza nettamente decrescente è evidente per i libri della collezione NC datati dopo la seconda metà del XIX secolo. La durata media prevista dei libri della collezione NC datata tra il 1801 e il 1850 è di 700 anni, mentre quella dei libri più recenti è inferiore alla metà (300 anni)”.
Gli studiosi delineano una metodologia riproducibile per studiare gli effetti dei futuri scenari di gestione ambientale e della conservazione sulla conservazione delle collezioni di archivi e biblioteca. Nel caso della Biblioteca Classense si è proceduto a una valutazione dei diversi scenari di gestione della raccolta rispetto al problema della progressiva perdita di idoneità all'uso degli elementi di raccolta con il tempo, Le diverse opzioni possibili in campo preventive (raffreddamento o essiccazione) e interventive (deacidificazione di massa), sono stati valutate e confrontate con risultati che consentono una valutazione olistica degli scenari di conservazione tali da dar luogo a un adeguato equilibrio tra la conservazione della raccolta e gli investimenti finanziari ed energetici.

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