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Sabato, 10 Marzo 2018 08:07

Salvaguardia e protezione del patrimonio culturale in emergenza

Michele Fasolo
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Dedichiamo questo numero di Archeomatica al tema della salvaguardia e protezione del patrimonio culturale in emergenza. Un tema attuale a causa di calamità naturali ma anche di tanti archi di crisi che dilaniano con conflitti distruttivi paesaggi culturali costruiti nei millenni dagli uomini.

Emergenze, a volte improvvise e da gestire tumultuosamente intervenendo su uno spettro estremamente vasto, eterogeneo e problematico di beni. Ancora prima rischi da riconoscere e mitigare e catastrofi che non sono ineluttabili ma che a volte possono essere efficacemente prevenute. Il tutto all’insegna dell’incontro necessario di due realtà che chiamiamo rispettivamente Protezione Civile e Beni Culturali. Scienza e tecnologia possono rendere questo incontro di conoscenze, di competenze, di strumenti, di metodi potentemente efficace.
Iniziamo dalla documentazione del patrimonio esistente. Francesca Cioè e Marzia Merlonghi illustrano nel loro contributo le potenzialità del progetto CAAD una piattaforma in grado di raccogliere e aggiornare in tempo reale grazie alla cooperazione dei saperi i dati del patrimonio culturale delle aree a rischio del Vicino e Medio Oriente. Accanto a questo articolo l’utile rassegna di Valerio Carlucci degli strumenti online che consentono una verifica preliminare degli Heritage at Risk. Quella dei database è una questione fondamentale ma ancora irrisolta. Pierluigi Cara e Cosmo Mercuri del Dipartimento della Protezione Civile a tale riguardo approfondiscono la criticità costituita dall’individuazione e localizzazione di beni culturali immobili come le chiese a seguito di eventi sismici significativi. Un fatto non scontato e per nulla semplice. I due autori propongono un metodo per l’identificazione univoca e coordinata tramite l’utilizzo della cartografia portando a esempio alcune attività di salvaguardia in occasione del sisma che ha colpito Ischia il 21 settembre 2017.
In Italia esiste certamente una risorsa in questo settore importante, Vincoli in rete, una piattaforma sviluppata e curata dal MIBACT che aggrega, fornendo un punto di accesso web comune, informazioni anagrafiche, amministrative e geografiche relative al patrimonio culturale immobile. E’ disponibile online in forma semplificata per tutti i cittadini e, come sistema gestionale, per i funzionari pubblici che si occupano di territorio. Tuttavia la piattaforma VIR presenta dei problemi legati all’incompletezza dei dati digitalizzati rispetto al patrimonio esistente e a quello effettivamente catalogato su carta, per quanto sia continua e
in crescita la sua digitalizzazione. Un’altra criticità delle banche dati MIBACT è costituita dal fatto che la geolocalizzazione del bene spesso si riferisce genericamente al centroide del Comune di appartenenza e non all’effettiva posizione geografica. Certamente la speranza è che le emergenze possano tuttavia costituire una occasione per completare e affinare le informazioni.
In Italia a seguito degli eventi sismici del 2016, in uno scenario operativo complesso e in continua modificazione per il susseguirsi di repliche importanti, si è evidenziata ancora una volta l’importanza fondamentale delle attività di messa in sicurezza e di recupero beni effettuate dal Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco nei confronti del patrimonio tutelato dal MIBACT, in emergenza e su specifica richiesta del MIBACT stesso. Un complesso di interventi che vanno dal triage speditivo, operato nella prima fase dell’emergenza e, successivamente, al recupero dei beni culturali mobili, alla messa in sicurezza dei beni culturali immobili mediante realizzazione di opere provvisionali, e non da ultimo alla partecipazione all’attività di rilevazione del danno mediante la compilazione delle schede AEDES, sotto il coordinamento del Dipartimento di Protezione Civile. A questa eccellenza dedichiamo alcune pagine.
Lo svolgimento di attività congiunte delle due istituzioni MIBACT-CNVVF durante calamità ha reso evidente la necessità di una messa a punto di precisi protocolli per il flusso delle comunicazioni fra le due istituzioni e tra queste e quelle locali e in particolare la condivisione delle informazioni mediante sistemi informativi territoriali su piattaforma gis che agevoli la razionalizzazione ed il monitoraggio del flusso delle attività comuni. Soprattutto è auspicabile che in futuro si disponga di sistemi di monitoraggio real-time delle attività condotte dalle squadre VF nello scenario emergenziale, con particolar riguardo alle attività di valutazione speditiva e messa in sicurezza dei beni immobili. Soprattutto appare fondamentale ai fini dello svolgimento delle attività di messa in sicurezza degli immobili la condivisione della documentazione tecnica relativa alle attività di rilevazione e valutazione del danno, in particolare l’attività di rilievo e valutazione del danno effettuata dai tecnici MiBACT con il rilievo di I e di II livello, e le ipotesi progettuali di riduzione delle criticità strutturali.
È evidente che in tale contesto la scelta degli strumenti più adatti, la valutazione delle criticità del sistema e la verifica della potenzialità delle possibili soluzioni andrebbero predisposte per tempo, non in emergenza. In questo modo si coglierebbe la duplice opportunità di verificare la funzionalità del sistema di risposta a tutte le possibili tipologie emergenziali nell’ordinario svolgimento dei compiti istituzionali e di addestrare il personale addetto all’utilizzo degli strumenti previsti.
E concludiamo con un articolo sulla sperimentazione dell’Enea per la diffusione di tecnologie innovative per la protezione di strutture storiche e opere d’arte dai terremoti. Prevenire facendo ricorso alla ricerca, all’innovazione, alle tecnologie: questo l’obiettivo.

Guarda il sommario e leggi il numero 3 2017 di Archeomatica!

 

Letto 1392 volte Ultima modifica il Domenica, 11 Marzo 2018 12:50

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