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Editoriali
Non l’archeologia delle tecnologie, ma tecnologie dell’archeologia diventano scoperta perfino per chi le usa correntemente, facendo  mostra di sé con creazioni da allestimento museologico in ambiente 3D, videoproiezioni, ologrammi, slide-screen dell’impegno umanitario di tante persone, ovunque coinvolte dall’archeologia socio-economica a cronologia ultradecennale della Cooperazione italiana allo sviluppo (Maeci).
Scomporre la realtà negli elementi finiti, una procedura ingegneristica classica che trova fondamenti anche nella filosofia atomistica democritea, è la base intrinseca della realizzazione preventiva di una memoria digitale della realtà. La filosofia democritea teorizzava che l’essenza della realtà fondamentale delle cose, era costituita da corpuscoli infiniti di numero e da uno spazio vuoto infinito per grandezza.
Venerdì, 18 Marzo 2016 17:31

La strada è la tecnologia

La tecnologia genera in progress ulteriore tecnologia, ma quali scenari di sviluppo possono spalancarsi se invece ci rivolgiamoal passato e applichiamo le nostre moderne tecnologie a quelle degli antichi?Prendiamo le strade romane, il trionfo eccellente del concetto algoritmico del saper come fare che conferisce chiarezzaall’etimologia del termine tecnologia. Il sistema stradale romano costituisce a tale riguardo davvero un fatto straordinario.
Una coscienza che visualizza e pensa in tre dimensioni. Una condizione per nulla scontata e comune tanto da far dire ad Adolf Loos nel 1913 «sono pochi gli architetti che oggi lo sanno fare». A riguardo la geometria descrittiva rimane essenziale. Le tecnologie di modellazione digitale, gli elaboratori elettronici hanno però supportato, facilitato e rivoluzionato in maniera straordinaria negli ultimi decenni le attività di chi da questo requisito non può assolutamente prescindere perché decisivo per svolgerle nel proprio ambito di studio, di ricerca, di lavoro. Ambiti, per quel che ci riguarda, che vanno dalla progettazione agli studi territoriali e a quelli sul patrimonio culturale. E più in generale attraverso la Real-Time Computer Graphic dell’Entertainment l’interazione con simulazioni informatiche tridimensionali è oggi poi divenuta aspetto consueto dell’esperienza quotidiana di moltissime persone, i giovanissimi innanzitutto.
Venerdì, 10 Luglio 2015 15:39

Carta del Rischio?

Lanciata negli anni ’90 da Giovanni Urbani, allora direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, l’idea di una Carta del Rischio del Patrimonio Culturale Italiano, prendeva corpo dalla coscienza che il Patrimonio Culturale è una risorsa non rinnovabile e proprio per questo andava adottato un sistema di gestione che, considerata l’evoluzione delle tecnologie all’epoca, poteva basarsi su sistemi informativi geografici nei quali la fusione di tutti i livelli di conoscenza, opportunamente strutturati, individuava precipuamente il rischio del Patrimonio e il connesso grado di urgenza.
Rilevamento e acquisizione di dati attraverso sensori sempre più sofisticati e precisi, accesso e utilizzo di basi di dati sempre più complesse e ricche, accresciuta capacità di analisi, elaborazione e fruizione dei dati attraverso servizi sempre più innovativi, uso di Internet. Sono queste le principali direttrici lungo le quali sta rapidamente evolvendo il settore delle tecnologie applicate ai beni culturali.
Pubblichiamo il comunicato del Comitato Direttivo di Restauratori Senza Frontiere Italia, redatto sotto forma di “Lettera aperta” e firmato dal Presidente Paolo Pastorello
Costruire una nuova città con i criteri smart è sicuramente più semplice di adattarne una storica. Smart o intelligente può significare ad esempio anche una cosa semplice come ottimizzare i punti di scambio nelle fermate del trasporto pubblico, ove l’impedimento del tessuto storico (o forse anche un po’ di incapacità progettuale) vanifica appieno le plurifunzionali app informative dei nostri palmari, dove un'intelligente integrazione di sistemi informativi consente di conoscere quale sia il modo migliore per raggiungere una località desiderata.
La causa della conservazione del patrimonio culturale è insieme a quella della ricerca medica un’impresa che dovrebbe essere sentita da tutti e meno affetta dall’aggressione della speculazione industriale. Si sa che il mercato delle industrie coinvolte dai beni culturali è limitato a pochi settori i quali, escludendo gli interventi sempre più rari di improbabili mecenati, non navigano nell’oro a causa della bassa sostenibilità degli interventi, che ad oggi solo dal turismo avrebbe un ritorno e l’avrebbe solo dagli incassi dei biglietti per i musei, i monumenti e le mostre, che tra l’altro riescono a richiamare visitatori a sufficienza solo se offrono una spettacolarità, o congenita alla struttura, come nei casi eclatanti del Colosseo e della Domus Aurea, o ricostruita con chiari alti costi di intervento. Oltretutto porterebbero un bene alla cultura del patrimonio, attirando l’attenzione dei più e dei media, ma solo su pochi elementi, resi selettivi e spettacolari, dalla cultura dell’evento che però tralascia migliaia di “illustri esemplari” senza approfondimento alcuno o comunque inaccessibili ai più. Potrebbe dirsi in tal senso che la politica della valorizzazione sia solo puntuale e tematica di fronte ad una cresciuta domanda di valorizzazione complessiva, sistematica e territoriale. L’Open Access per le informazioni, inteso come accesso on-line libero e immediato non solo ai risultati della ricerca scientifica e il diritto di utilizzare e riutilizzare questi eventi silenti, ha il potere di trasformare il modo sia di fare ricerca che di condurre l’indagine scientifica. Ha implicazioni dirette e diffuse per il mondo accademico, la medicina, la scienza, l'industria e per la società nel suo complesso. L’Open Access ha il potenziale per massimizzare gli investimenti di ricerca, aumentare l'esposizione e l'utilizzo di ricerche pubblicate, di facilitare la capacità di condurre una ricerca in tutta la letteratura disponibile, e migliorare l'avanzamento complessivo degli impegni cosiddetti “precari”. Agenzie…
Telerilevamento e Fotogrammetria sono due tecniche diverse molto usate in archeologia e si fondano su principi diversi che richiedono precipue competenze. La International Society of Photogrammetry and Remote Sensing (ISPRS) è l’associazione che raggruppa tutti gli esperti mondiali del settore ed è attiva da decenni a livello internazionale, promuovendo convegni in tutto il mondo a cadenze fisse, durante le quali il punto della situazione sull’avanzamento tecnologico è illustrato singolarmente e dettagliatamente. Ciascuna nazione viene rappresentata nella ISPRS dalle analoghe affiliazioni locali come, tra le altre, la statunitense ASPRS (American Society of Photogrammetry and Remote Sensing), o l’italiana SIFET (Società Internazionale di Fotogrammetria e Topografia), nella quale ultima, però, al posto del Telerilevamento (Remote Sensing) troviamo la classificazione di Topografia. L’originalità italiana dipende dalle competenze scaturite da autonomi settori formativi, che sono consistiti, dalla fondazione dell’AIT (Associazione Italiana di Telerilevamento), nella riunione dei gruppi di esperti e ricercatori delle due branche disciplinari in un solo organismo. L’adozione da parte delle Agenzie Spaziali di ulteriori denominazioni del campo di ricerca hanno dato vita nel corso del tempo all’Earth Observation (EO), che in Italia cumula e sviluppa con una certa indifferenziazione il Telerilevamento e l’Osservazione della Terra. In campo archeologico Fotogrammetria e Telerilevamento sono tecnologie fondamentali che supportano i ricercatori nelle fasi di esplorazione, individuazione e documentazione e sono traenti per caratteristiche di precisione e dettaglio. Le esigenze pratiche connesse al costo di sviluppo dei dati hanno portato negli scorsi decenni a dispiegare le due disparate metodologie forse in parte al di là delle prestazioni nominali di ciascuna, che per il Telerilevamento è determinata dall’analisi dell’emissione di energia elettromagnetica effettuata sulla superficie terrestre, sollecitata dal Sole o da altre fonti ed è in grado di sensibilizzare un apposito sensore, mentre, per la Fotogrammetria, dalla misurazione e rilievo cartografico di alta precisione con procedimenti…

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